Nutrizione e Salute
L’obesità è una problematica talmente diffusa nella popolazione mondiale da farla definire dall’OMS un’epidemia di interesse mondiale: globesity.
L’obesità, congiunta con le patologie concomitanti, spesso si associa reciprocamente a numerosi fattori di stress come basso status socio-economicomancanza di sonnoerrate abitudini lavorative e alimentariscarsa alfabetizzazione medicastigmatizzazioni e disuguaglianze sociale. Infatti è stato evidenziato come le cause di obesità coinvolgano complessi e continuativi cicli di feedback obesizzanti. Tra i fattori di rischio obesizzanti può essere considerato anche un ambiente sfavorevole (ambiente obesizzante) in cui un giovane si forma; tratti distintivi dell’ambiente obesizzante possono includere la globalizzazione economical’uso e l’abuso di cibi elaborati ad alto contenuto calorico e ad elevato contenuto di grassiuno stile di vita sempre più sedentario.
LO SCENARIO – Secondo l’OMS dal 2008 oltre 1,5 miliardi di adulti sono in sovrappeso e nel 2010 i bambini sotto i 5 anni in sovrappeso erano 43 milioni. In Italia nel 1999 il 33,4% degli adulti risultava in sovrappeso e il 9,1% obeso. È stato osservato un incremento della prevalenza dell’obesità in bambini e adolescenti, soprattutto nei Paesi industrializzati, con un’incidenza mondiale dell’obesità nel 2010 in bambini e adolescenti compresa tra il 5,3% e il 15,2%. In Italia nel 2010 il 22,9% dei bambini di 8-9 anni era in sovrappeso e il 11,1% obeso. La ricerca voleva analizzare l’incidenza di sovrappeso e obesità in un’ampia popolazione fisicamente attiva, di differenti età nell’arco di 10 anni, nel tentativo di valutare come la pratica regolare di attività fisica possa riuscire a modificare tale fenomeno.
METODI – Sono stati studiati tutti i soggetti pervenuti alla visita di idoneità agonistica dal 2003 al 2012. Sono stati rilevati i seguenti parametri: età; sesso; peso; altezza; anno di visita; INDICE DI MASSA CORPOREA – I soggetti sono stati suddivisi in classi: suddivisione anagrafica e per genere (suddivisi, maschi e femmine, in giovani in crescita [bambini; fascia adolescenziale; giovani] e adulti [giovani-adulti; adulti; adulti-maturi; maturi]; suddivisione antropometrica (sottopeso, normopeso, sovrappeso, obesità); suddivisione per anno di visita. **Risultati**. Nei dieci anni di indagine sono stati valutati 127.796 soggetti con un’incidenza dell’eccesso ponderale del 33,7±1,17% (M: 35,5±0,95%; F: 36,4±3,33% sovrappeso: 28,5±1,10%; obesità: 5,2±0,64%) con un aumento dal 2005-2008 al 2009-2011 e un successivo lieve calo negli ultimi due anni. L’eccesso ponderale ha mostrato grande variabilità tendendo a diminuire dalle età infantili alle età giovani-adulte per poi incrementare nuovamente. Obesità e sovrappeso rappresentano un problema anche in soggetti che svolgono attività sportiva regolare, seppur con un’incidenza minore rispetto alla popolazione generale italiana. Nella popolazione analizzata, composta soprattutto da maschi giovani e giovani-adulti, è evidente il fenomeno dell’abbandono dell’attività fisica dalle età adolescenziali in avanti, più accentuato nelle femmine. L’incidenza dell’eccesso ponderale mostra un graduale aumento fino al 2008-2010 con una successiva stabilizzazione o lieve riduzione, soprattutto nei più giovani. L’incidenza mostra una riduzione nella popolazione adolescenziale-giovanile, maggiormente praticanti attività fisica, con un marcato incremento negli adulti.
CONCLUSIONI – La pratica costante e regolare di attività fisica è un valido mezzo per prevenire l’obesità, soprattutto nella popolazione giovanile; con l’avanzare dell’età, però, da sola non basta. Infine il lieve calo dell’incidenza dell’eccesso ponderale negli ultimi anni può far sperare in un’iniziale regressione della globesity.
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