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Gli integratori alimentari

Gli integratori alimentari

Che sia per il reintegro dei carboidrati, delle proteine o degli aminoacidi, gli integratori alimentari sono sempre più utilizzati in ambito sportivo
Con il termine di “integratore alimentare” si identifica una preparazione contenente un'elevata concentrzione di principi nutritivi la cui assunzione ha l’obiettivo di rimediarne la carenza o l’aumentato fabbisogno in condizioni sia patologiche che fisiologiche. L’allenamento e l’attività sportiva possono ricadere tra queste ultime condizioni, in quanto sono in grado di depauperare velocemente le scorte di alcuni elementi nutritivi essenziali per l’organismo. Per tale motivo, gli integratori alimentari hanno invaso da molti anni il campo dello sport (compreso il calcio), nelle forme di assunzione e nelle categorie merceologiche più disparate.
 
Al fine di riordinare e creare maggiore trasparenza in questo settore di vendita diretto al mondo sportivo, il Legislatore ha emesso delle precise normative che regolano la produzione e la commercializzazione degli integratori. Essi devono infatti presentare determinati requisiti, tra cui la capacità di influenzare realmente i processi energetici che determinano la prestazione sportiva, la sicurezza (cioè l’assoluta mancanza di effetti collaterali potenzialmente dannosi) e, ovviamente, la totale assenza nei preparati di sostanze proibite dalle normative antidoping vigenti. Sulla base di queste definizioni, gli integratori alimentari sono oggi divisi in diverse categorie dalla Circolare 7/6/99 del Ministero della Salute, che regola i criteri di composizione delle preparazioni adatte a sostenere un intenso sforzo muscolare:

- prodotti finalizzati all’integrazione energetica
- prodotti con minerali adibiti a reintegrare le perdite idrosaline
- prodotti finalizzati all’integrazione di proteine
- prodotti finalizzati all’integrazione di aminoacidi e derivati 

Alcuni integratori sono in grado di ridurre il senso di fatica e possono essere utili nel contrastare l’insorgere del sovrallenamento, mentre altri possono esercitare anche un effetto sul recupero di alcuni tipi di infortuni. Tali prodotti dovrebbero comunque essere sempre consigliati e prescritti dal medico curante, dal medico sportivo o dal dietologo.
 
E’ fondamentale, a questo riguardo, che vi sia un colloquio aperto tra l’atleta, l‘allenatore e lo staff sanitario della squadra (o a volte lo stesso medico di famiglia del calciatore) sull’opportunità di una integrazione alimentare, e che vengano fornire all’atleta (e a i suoi familiari) indicazioni precise sulla motivazione d’uso, sulla posologia e sulle eventuali controindicazioni ed effetti collaterali di tali preparazioni. Questo permetterà di evitare assunzioni scorrette, seguendo la falsa credenza che esista una relazione positiva tra la dose di principio somministrata e l’effetto sulla capacità di lavoro fisico.

FOCUS > la specificità del calcio - Mentre in altri sport, caratterizzati da carichi di lavoro muscolare molto elevati o prolungati, la necessità di ricorrere all’integrazione alimentare può divenire importante, nel calcio si può presentare la necessità di un’integrazione alimentare nei casi di carichi allenanti o impegni agonistici che comportino uno sforzo particolarmente prolungato o gravoso. A livello dilettantistico, ciò si verifica generalmente solo nelle categorie di gioco più elevate.
 
 
AD OGNUNO IL SUO
Passando in rassegna velocemente le principali categorie di integratori alimentari, è da menzionare anzitutto quella finalizzata all’integrazione energetica, caratterizzata generalmente da prodotti a base di carboidrati. I più utilizzati tra questi sono gli integratori contenenti maltodestrine (zuccheri sintetizzati a partire dall’amido di mais), la cui forma di assunzione principale è quella condensata in barrette energetiche e in bevande. Questi carboidrati sono assimilati dall’organismo molto velocemente dopo l’assunzione, e sono dunque utilizzati per evitare che la concentrazione del glucosio circolante nel sangue non raggiunga livelli troppo ridotti, peggiorando così drasticamente la performance fisica. Essi possono inoltre essere uniti a vitamine del gruppo B (B1, B2, B6, niacina), che sono particolarmente importanti nel metabolismo energetico, vitamina C e/o altri nutrienti ad azione antiossidante. Un altro tipico utilizzo di questa categoria di integratori è quello dipermettere il ripristino veloce delle scorte di glicogeno (lo zucchero di riserva del muscolo) depauperate dal lavoro muscolare.
 
Per quanto riguarda gli integratori proteici, sono presenti in commercio numerose preparazioni, solitamente a base di proteine del siero del latte, di caseine, di soia e di proteine dell’uovo. La finalità principale di tali integratori è di permettere la risintesi delle proteine degradate nel muscolo durante il lavoro fisico. Poiché tale sintesi è maggiore nelle 3 ore subito seguenti la seduta di allenamento o la partita, la loro assunzione è maggiormente raccomandabile in questo lasso di tempo.
 
La categoria dei prodotti contenenti aminoacidi è forse la più varia tra quelle degli integratori alimentari, e la sua reale utilità nel calcio è fonte di un eterno dibattito tra gli studiosi, rimanendo ancora controversa. In particolare, la pratica molto comune di assumere i cosidetti “aminoacidi a catena ramificata” rimane anch’essa in attesa di dimostrazioni definitive, anche se vi sono indicazioni sperimentali che indicano come utili tali aminoacidi nelle fasi di recupero dopo sforzi intensi. Tra gli altri aminoacidi, sta vivendo un periodo di fortuna anche la glutammina, che pur non avendo un effetto ergogenico diretto, sembra in grado di coadiuvare il sistema immunitario dell’atleta nella resistenza alle infezioni (evenienza spesso debilitante per il fisico del calciatore, e che può indurre allo sospensione degli allenamenti per molti giorni).
 
Infine, nella categoria degli integratori destinati al recupero di fluidi e sali minerali sono da annoverare i cosidetti “sport drinks”, bevande che, oltre a permettere il ripristino dell’acqua corporea perduta con l’attività fisica, possono essere variamente addizio- nate con sali minerali e carboidrati. Il prossimo articolo di questa serie sarà dedicato al tema dell’idratazione del calciatore e degli sport drinks, per la sua particolare importanza.
 
Infine, è da ricordare che altre nuove categorie di integratori si sono aggiunte in questi ultimi anni; tra queste,gli antiossidanti, i minerali, le vitamine e i cosidetti “probiotici”. Vitamine minerali sono utili nei processi energetici muscolari, ma generalmente il loro fabbisogno è soddisfatto da una dieta sufficientemente varia. Un’eccezione può essere relativa al ferro, soprattutto nei giocatori di sesso femminile. Tale eventuale integrazione andrebbe comunque valutata con il medico. Infine, i probiotici sono complementi alimentari contenenti microrganismi vivi, in grado di esercitare un effetto benefico sulla flora batterica intestinale e sulla funzione immunitaria, di nuovo riducendo l’insorgenza di infezioni.
 
In conclusione, è utile ricordare che l’uso degli integratori alimentari dovrebbe essere sempre ben ponderato dallo staff del calciatore e che, qualora si decida di ricorrervi, è sempre opportuno procurarsi prodotti certificati e sicuri, con un livello di “purezza” tale da poter escludere la presenza di eventuali agenti contaminanti, che potrebbero anche contenere sostanze proibite all’insaputa dell’atleta.
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